ULTIM'ORA DEMOCRATICA

RIFORMA GELMINI

L’istruzione può attendere: “sugli organici della scuola elementare incombe un taglio di 8709 cattedre”

Meno insegnanti: meno tempo scolastico e più alunni per classe.

 

Meno insegnanti: riduzione drastica del tempo pieno.

Restano fuori dal tempo pieno 150000 bambini.

 

Proteste a:

 

Milano: saranno almeno 3000 i piccoli fuori dal tempo lungo;

Roma: le famiglie deluse saranno almeno 4000;

Palermo: appena 9 classi in tutto per il tempo pieno.

Firenze, Torino, Bari, Bologna.

 

La scuola che ci sarà a Pieve:

 

Scuola primaria:

le richieste dei genitori espresse al momento dell’iscrizione erano:

1 per le 24 ore

16 per le 27 ore

30 per le 30 ore

27 per le 40 ore.

Sono invece state assegnate una classe prima a 40 ore (il vecchio tempo pieno) e due classi a 27 ore (vecchio modulo), tutte da 25 studenti con un disabile per classe.

A  Pieve, abbiamo dunque 30 famiglie che non saranno accontentate rispetto a quanto richiesto: i loro figli faranno 27 ore settimanali anziché 30.

                                                        

Il tempo mensa non viene considerato nell’organico per le classi a modulo, dunque non viene di fatto prevista la presenza dell’insegnante durante il tempo mensa, chi dovrebbe a questo punto farsi carico di assicurarla?

 

Scuola dell’infanzia

Sussiste il serio problema del completamento dell’orario pomeridiano nell’ottava sezione, che è in attesa di assegnazione di organico, cioè di insegnanti, che visti i tagli sarà difficile che vengano assegnati. E quando non verranno assegnati?

 

Scuole  medie

i tagli sono stati fatti l’anno passato e sussiste l’ovvio problema dell’eccessivo numero di ragazzi per classe (24 nelle prime) con la presenza di alunni disabili.

 

Avremo allora una scuola con  pochi insegnanti e tanti alunni per classe con evidenti ricadute sull’apprendimento.

 

Avremo una scuola che non sarà più in grado di prevedere attività didattiche fondamentali per la crescita e la formazione dei ragazzi come visite a musei e biblioteche, gite scolastiche e tutte le altre di attività di completamento della didattica di base.

Avremo una scuola che in sostanza, rispetto al servizio pubblico si limiterà ad offrire solo una sorta di “servizio base, senza alcuna attenzione a quelle che sono reali e giustificate esigenze dei cittadini: genitori e studenti. Da un punto di vista strettamente didattico, proprio per la drastica riduzione degli insegnanti e dell’elevato numero di studenti per classe, sarà una scuola in grado di offrire una semplice “formazione scolastica di base”, un piccolo “bignami” da completare e rendere competitivo a cura di quei genitori che potranno economicamente sostenere ripetizioni, gite culturali, visite a musei, viaggi ecc.

 

Francesca Sacchetto - Democratici per Pieve 

OPPOSIZIONE?

A quasi un anno dal nostro insediamento le opposizioni si svegliano. Sbottano all’improvviso. Le abbiamo proprio animate e caricate.

Il vero “Rinnovamento” , si mostra come forza  integralista proprio tanto criticata da loro stessi: ognuno difende le sue proprietà, ognuno vuole cancellare il suo vicino, chi è “diverso da me”, “chi mi vuole rubare il lavoro, la casa, la scuola”. Il vero “Rinnovamento” vuole mantenere Pieve piccola, chiusa al mondo esterno. Questi sono i fatti. Questo dimostrano ogni volta in Consiglio Comunale, dove votano sempre contro ogni punto, compresi quelli legati proprio allo sviluppo, all’incremento dello sport, a tutto ciò che riguarda i giovani. A tutto ciò che con l’ideologia non c’entra nulla.  Per non parlare dell’importantissima questione della viabilità. Prima partecipano a riunioni coi commercianti, danno una linea vagliata da tutti poi cambiano idea. Supportano una raccolta firme, fanno loro un’iniziativa popolare nata da cittadini.

Questo è Rinnovamento? Questo è far nascere idee proprie?

Quest’inverno la Lega Nord dai riti pagani, con mascheroni celtici, decide all’improvviso di diventare cattolica integralista. Vuole salvare a tutti i costi il Crocifisso, quale unico simbolo della nostra cultura. Dopo i tanti attacchi fatti alla Chiesa negli anni passati, criticando tutte le cariche ecclesiali e la dottrina, all’improvviso la Lega diventa cattolica. La Lega Pievese non è da meno, e pur non conoscendo neppure una frase del Vangelo comincia la sua Crociata contro quei comunisti che vogliono cancellare ogni crocifisso da tutti gli spazi pubblici. La discussione arriva al Consiglio Comunale, viene presentato un ordine del giorno strano, chiaramente presentato per fare una polemica che con le nostre radici culturali non c’entra proprio niente. Noi proponiamo di avviare una discussione realmente costruttiva sull’argomento dei nostri simboli culturali, con approfondimenti seri, dando la nostra disponibilità a un voto favorevole qualora si fossero cambiati i termini del punto all’ordine del giorno. Rinnovamento risponde di no. Chiaramente non dicendo perché. Davvero non sapeva il motivo della nostra contro-offerta seriamente pensata?

Questo è reale interesse per una comunità?.

Sicuramente vedere una Giunta, un Gruppo di Maggioranza con in media 20 anni in meno di te fa rabbia. Non capisci come mai loro stiano amministrando bene mentre tu sei solo a rincorrerli. Non ti dai pace che la macchina stia funzionando molto bene, anche se le condizioni economiche esterne sono molto difficili e ti limiti a sterili polemiche.

Per la prima volta dopo tanto tempo per il periodo primaverile gli eventi si sono susseguiti con una velocità vista da tutti. Il cartellone degli eventi non è mai stato così ricco come quest’anno. Subito all’attacco di BereXPiacere. Subito “il divieto”, “il togliere”, “il nascondere” che scorre nelle loro vene viene fuori. Non apprezzano un’iniziativa che mira al controllo, alla gestione di un evento che riguarda anche gli aperitivi, un’iniziativa proposta dai baristi che l’amministrazione ha inserito nel programma di cui ha svolto il coordinamento. L’amministrazione sostiene i commercianti sulle proposte operative e non solo sulle polemiche come Rinnovamento. Non si guarda al voler educare all’alcol, a una somministrazione controllata e gestita attraverso tante iniziative:la distribuzione di alcol-test durante l’iniziativa, le iniziative formative svolte per i giovani contro l’abuso di alcol  e droghe in collaborazione con il Sert-Loop, la presenza della Polizia Municipale a queste iniziative. Per loro siamo degli irresponsabili che vogliono la diseducazione della cittadinanza, in particolare dei giovani. Per loro vogliamo vedere gente ubriaca, stare male per le vie di Pieve. Perché poi? Perché vorremmo vedere questi scenari? Proprio un’Amministrazione giovane che vive da vicino questi problemi, che vede propri coetanei morire sulle strade per abuso di alcol, che vede patenti ritirate per guida in stato di ebbrezza? Non siamo dei pazzi. Vogliamo solo dare la possibilità a Pieve di vivere in grande, avere un occhio a un mondo esterno che migliora, che ha una mentalità aperta, che il PROIBIZIONISMO ormai è superato (lo lasciamo ad altri Paesi tra l’altro da loro criticati) ma solo con il dialogo e la partecipazione attiva si cresce e si migliora.

Non con una sterile opposizione perbenista.

Chi ama veramente Pieve di Cento siamo noi.

FILIPPO MATTEUCCI

LA SCUOLA STA FINENDO

Coraggio cari studenti, tra pochi mesi la scuola finisce e potrete finalmente  riposarvi.

Peccato però che  tra un po’ la scuola “ pubblica” rischia veramente di finire… ma per sempre!!

 

Ispirandomi alla puntata di Presa Diretta in Onda su Rai Tre il 14 febbraio 2010, ormai lontana ma facile da ricordare, vorrei condividere con voi o con chi, naturalmente, lo desidera alcune considerazioni e preoccupazioni che riguardano questo argomento.

A tale proposito, navigando su internet, ho ripreso alcuni interessanti commenti.

Lasciando da parte , ma non perché non importante, il dramma dei precari che con la valigia e i passeggini vanno in giro per i vari provveditorati dell’Italia del Nord, ciò che più mi ha colpito è la netta differenza fra la scuola pubblica e quella privata della Regione Lombardia  al cui modello ha fatto riferimento la nostra Ministra  Maria Stella Gelmini : “ occorre esportare il modello Lombardia nel  resto d’Italia”.

Ho letto che la Regione Lombardia offre  un buono ( voucher) alle famiglie senza nemmeno presentare l’Isee , buono tre volte più sostanzioso se si sceglie  il privato da spendere dove esse vogliono. In una intervista nella trasmissione Presa diretta , una mamma ha detto “ si lo so del contributo regionale ma cosa me ne faccio di un contributo di 1000 euro all’anno quando la scuola privata me ne costerebbe 1200 al mese? Forse “l’eccellenza” è garantita solo a chi può permetterselo….. Sinceramente ho guardato con un po’ d’invidia quei genitori che accompagnavano i loro figli in quelle scuole piene di “ tutto il ben di Dio” : laboratori di teatro, di pittura, laboratori  di informatica,  5 o 6 palestre, piscina, campi da calcio , mense ampie  con, addirittura, menù  a scelta ecc.

Ritengo, tuttavia,  giusto che ognuno sia libero di scegliere dove istruire i propri figli per offrire loro, giustamente, il meglio; ma perché a scapito  della scuola dell’obbligo pubblica ?

 

Gli interventi che fino ad oggi il governo ha messo in atto per la scuola , famosa legge Gelmini – Tremonti , danno l’impressione e l’idea che si stia implementando il privato lasciando tutto il resto al pubblico al quale però non vengono dati finanziamenti e sostegno come si è visto nella trasmissione (esempi dell’ Istituto Nautico  e Istituto Agrario di Messina) e come si legge ogni giorno sui quotidiani.

Nelle nostra Regione non abbiamo una realtà importante di scuole dell’obbligo private come nella Regione Lombardia , tuttavia la nostra scuola pubblica dell’obbligo è ammalata e sta “ soffrendo” sia per i sintomi che, a mio parere, già da tempo, manifestava ma mai curati, sia per la grave trascuratezza che lo Stato ha ormai assunto nei suoi confronti.

Non è tagliando i finanziamenti che la malattia si cura e neanche  riducendo  le ore di tempo scuola, non è aumentando il numero dei bambini nella classi ( a scapito anche dei bambini diversamente abili), non è togliendo le ore di compresenza,  non è assegnando pochi soldi alle supplenze e per gli esami di stato: tutto ciò non cura.

Se penso che nessun taglio di fondi è stato operato alla scuola non statale , forse mi viene da pensare che la malattia di cui soffre la scuola pubblica si voglia  ritenere volutamente incurabile e quindi non più degna di attenzione.

Si legge che i contributi pubblici alle scuola private sono passati da 332 milioni di euro del 2001 a 561,2 milioni di euro del 2008.  Nel 2009 c’è stato un ulteriore aumento di 120 milioni. …. e se questi finanziamenti si rapportano al numero dei frequentanti, si capisce quale differenza c’è fra il “costo, il valore” di un bimbo “statale” e un bimbo “privato".

A questo punto il mio pensiero  diventa certezza e forte preoccupazione con il timore che il modello “ Lumbard” venga davvero esportato nel resto d’Italia.

 

Un breve sguardo alla nostra realtà provinciale e comunale

 

All’inizio di quest’anno i Presidenti dei Consigli di Circoli e d’Istituto, che si sono costituiti in un coordinamento ( n. 60 Presidenti delle scuole di Bologna e Provincia), hanno inviato al Ministero della Pubblica Istruzione, ai Dirigenti Scolastici Regionali e Provinciali diverse lettere ( con richiesta d’incontro) dove venivano messe in luce le problematiche nelle quali le nostre scuole si trovano tra cui:

 

·        La grave situazione economica in cui versano tutti gli istituti comprensivi con crediti verso il MIUR ( Ministero Istruzione, Università e Ricerca) dovuti a somme stanziate e mai versate dal Ministero e imputabili soprattutto alla mancata copertura finanziaria da parte dello Stato delle ore di supplenza. Il nostro Istituto Comprensivo di Pieve ed Argile, in occasione dell’approvazione del Programma Annuale 2010, ha rilevato crediti verso il MIUR per un totale di 278.823,86 euro riferibili agli anni 2006-2008-2009. A tale proposito il Consiglio D’istituto riunitosi il 15/2/2010, ha inviato richiesta formale agli organi competenti, affinchè tali somme vengano al più presto accreditate.

 

·        La  grave ripercussione, a causa di tali crediti non riscossi, sul normale funzionamento dell’attività didattica e sulla gestione degli edifici scolastici. In  caso di malattia dell’insegnante ad esempio,  non potendo garantire il pagamento delle supplenze, i bambini e i ragazzi vengono distribuiti in altre classi inficiando così il diritto allo studio previsto dalla Costituzione e  con il rischio di andare contro le condizioni di sicurezza stabilite per legge.

 

·        Altra problematica è l’assenza di un finanziamento per le spese di funzionamento didattico e amministrativo della scuola( es materiale di facile consumo, materiale per la segreteria ecc). Per quanto riguarda il nostro I.C di Pieve ed Argile nel 2009 non sono stati assegnati finanziamenti, per il 2010 invece la cifra per il funzionamento è da “togliere” dal finanziamento generale.

 

·        La mancanza delle ore di compresenza ha reso impossibile, anche per il nostro Istituto Comprensivo, articolare la programmazione didattica sfruttando la ricchezza naturale e storico –culturale del territorio circostante,  mediante le uscite e le visite guidate. Ciò ha impoverendo sensibilmente l’offerta formativa della nostra scuola.

 

Alla luce di quanto sopra riportato, ( anche se altre riflessioni andrebbero fatte ad esempio per la riforma della scuola secondaria), penso sia importante e fondamentale  fare alcune brevi considerazioni.

La scuola non è sempre stata pubblica. Essa è nata privata e riservata ai ricchi. E’ diventata pubblica e statale al termine di un lungo cammino di emancipazione da interessi di ogni tipo: la cultura ha dovuto fare molta strada per sottrarsi a questi interessi e assicurarsi condizioni d’esistenza libera, essenziali per il suo sviluppo. Tale cammino , a mio parere, va salvaguardato.

Come genitori, come amministratori, come cittadini al di là delle appartenenze politiche e sindacali , delle differenze pedagogiche, delle differenze culturali, abbiamo il dovere di difendere la scuola pubblica e pretendere  ed esigere che lo Stato, in quanto appunto “ scuola pubblica”, dedichi “attenzione, dedizione e cura “; abbiamo il dovere di pretendere ed esigere che lo Stato garantisca a tutti e per tutti qualità ed efficienza e dobbiamo  chiedere allo Stato di intervenire su ciò che non funziona ma pretendere anche di non eliminare ciò che davvero funziona.

 

 

Chiara Boresi

Gruppo Democratici per Pieve

LO STEMMA DELLA DISCORDIA - IL VERO PROGETTO
Leggete il perché e il come.
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- La nuova viabilità: perché e come.

In merito al nuovo tormentone di fine 2009 inizio 2010 che riguarda la nuova viabilità, in particolare quella di via Garibaldi è necessario far chiarezza perché come spesso succede, le voci riportate, il sentito dire portano a far considerazioni sbagliate tacciando come incompetente chi ha promosso e favorito tali cambiamenti.

Subito dopo il nostro insediamento nel Giugno appena trascorso, abbiamo voluto cogliere l’occasione dell’urgente sistemazione delle vie interessate da asfaltatura per dare una maggiore sicurezza al nostro bel paese. Ci siamo mossi secondo una logica di garantire una buona qualità di vita di ciclisti e pedoni (maggiori fruitori del centro storico essendo anziani) contrapponendoci ad un uso indiscriminato dell’auto che spesso ha creato numerosi problemi senza pregiudicare però in maniera seria gli spostamenti e agevolando il più possibile comunque la sosta a clienti e fornitori fruitori degli esercizi commerciali. Abbiamo proceduto riducendo a senso unico due tratti stradali molto stretti che non avrebbero garantito la percorrenza a due sensi di marcia unita a una pista ciclabile e ai parcheggi per le auto (via Gramsci ultimo tratto e via Garibaldi). Tutto ciò in seguito ad approfonditi studi degli Uffici Comunali. In campagna elettorale la viabilità a ciclisti e pedoni era un obiettivo condiviso da molti, soprattutto da chi fomenta le polemiche; noi questo obiettivo lo stiamo raggiungendo. La situazione di partenza in via Garibaldi era quella di un forte flusso di traffico automobilistico soprattutto nelle ore di punta: numerose persone provenienti da Cento e dirette a Bologna per evitare i semafori della Circonvallazione attraversavano in maniera indiscriminata il centro per uscirne dopo poco tempo. Da qui parte l’idea di rendere via Garibaldi a senso unico in uscita dal centro storico anche in considerazione del fatto del rapporto paritario di entrate e uscite nelle quattro porte. Dopo poco tempo un numero considerevole di commercianti ha formalizzato una richiesta di ridefinizione della viabilità di via Garibaldi ritenendo peggiorativo il “blocco” in entrata di potenziali clienti provenienti dal ferrarese. Inoltre l'asse via XXV aprile-via Taddia, in parte a doppio senso di circolazione, si è visto scaricare un pesantissimo flusso veicolare, in assenza di adeguate soluzioni di messa in sicurezza dei ciclisti, con conseguenti sollecitazioni di protesta da parte di molti residenti. Detto questo, comprendiamo l'irritazione di quanti devono cambiare in parte il modo di percorrere le vie del centro. Siamo tuttavia fermamente convinti che un centro più ordinato e vivibile sia il presupposto per un suo rilancio, al quale l’amministrazione sta lavorando incessantemente. Quando un piccolo sforzo da parte di ciascuno è in grado di creare un beneficio per tutti, allora ne vale sempre la pena. Inoltre entro la fine del 2010 verrà formalizzato un piano della viabilità complessivo che tenterà di risolvere alcuni nodi irrisolti del centro storico ma tenterà anche di definire tutte quelle situazioni, anche e soprattutto esterne al centro storico che necessitano di interventi per la messa in sicurezza.  Quello che ancora manca in maniera seria è la cultura del rispetto. Parcheggiare sulle strisce pedonali, sulle piste ciclabili, sui divieti denota una mancanza di attenzione verso le esigenze della comunità. Verso le esigenze di tutti noi che siamo la comunità. Mancanza di rispetto visibile anche negli atteggiamenti di chi critica senza sapere come stanno realmente le cose, senza sapere che chi magari critica con lui conosce benissimo l’iter inattaccabile della vicenda.

 

Democratici per Pieve

- Ecco qui il link del Comune di Pieve di Cento dove potere trovare in PDF la presentazione del bilancio di previsione 2010

- Il Crocifisso e La Corte Europea

Nell'ultima seduta del consiglio comunale, svoltosi in data 22/12/2009, il gruppo Democratici per Pieve ha votato contro, con una sola astensione, all'ordine del giorno  presentato dal gruppo di minoranza Rinnovamento per Pieve relativo all'esposizione dei crocifissi nelle aule scolastiche.

 Poiché tanto la vicenda da cui è originato l'odg  quanto l'esito della votazione in consiglio comunale si prestano facilmente a strumentalizzazioni di tipo politico è opportuno fare un po' di chiarezza per sgombrare il campo da tutte le possibili illazioni.

L'ordine del giorno  presentato dal gruppo Rinnovamento e non modificabile in nessuna delle sue parti per espressa e chiaramente ribadita volontà dalla capogruppo Stefania Ferioli titolava:

“Odg inerente la sentenza della Corte Europea dei Diritti di divieto di esposizione del crocefisso nelle aule scolastiche” riferendosi al noto fatto di cronaca del novembre scorso.

 Nel testo si ribadiva il concetto di “divieto di esposizione“ , di sentenza tesa a “cancellare il simbolo più significativo...” e si chiedeva al consiglio comunale di appoggiare “in modo incondizionato” il governo italiano nel ricorso contro questa decisione.

 Aldilà di quelle che possono essere le personali opinioni dei consiglieri del gruppo riguardo la sentenza in questione (su cui non ci siamo espressi) e delle posizioni dei singoli rispetto ai temi di discussione che questa sentenza ha visto nascere intorno a sé(discussioni che non ci sono state), ci preme precisare che la sentenza cui Rinnovamento fa riferimento non vieta l'esposizione del crocifisso nelle aule scolastiche e a guardarci bene... non vieta alcunché.

 Basterebbe leggerne il testo integrale e non fermarsi al clamore suscitato e a quanto riportato in maniera piuttosto superficiale da giornali e televisione.

 Da qui l'inopportunità di un tale ordine del giorno: non si può votare a favore di un odg che si riferisce ad una sentenza che, di fatto, non esiste.  Non solo, l'organo che l'ha emessa  non ha alcun potere impositivo nei confronti del governo italiano. Questo tanto per chiarire che nessuno domani toglierà il crocifisso dalle aule delle scuole dei nostri figli.

 Infatti...

La Corte Europea dei Diritti dell'Uomo con la sua sentenza spiega che il crocifisso è un simbolo religioso e come tale, nelle scuole dello Stato rappresentano una forma di maggiore vicinanza dello Stato a quella religione piuttosto che ad un'altra.

Questo in violazione di quanto espresso dalla Convenzione per i Diritti firmata anche dall'Italia nel 1950 in cui tra l'altro si stabilisce il principio di equidistanza dello Stato da tutte le religioni.

Nella sentenza si fa anche notare come certe tesi, se accettate, svuotino il crocifisso del suo giusto valore religioso banalizzandolo e riducendolo a simbolo “neutrale e laico”.

La sentenza, infine, constatata la violazione di quanto espresso dalla Convenzione per i diritti stabilisce che il governo italiano versi un risarcimento, per danno morale, alla cittadina (italiana) che ha presentato l'istanza alla Corte.

 Nessun divieto quindi; un invito alla riflessione piuttosto.

E alla lettura, anche, per non lasciarci sviare seguendo fonti non pienamente attendibili e per cercare sempre di capire i fatti partendo da documenti certi, come la sentenza stessa per intenderci.

 Questa discussione è mancata, purtroppo, perché sarebbe stato interessante confrontarci sul tema ed eventualmente produrre un ordine del giorno maggiormente condiviso relativo alla questione.Ma l'odg presentato non era modificabile per espresso volere di chi l'ha proposto e pertanto la maggioranza del nostro gruppo ha deciso di rifiutare un testo redatto in quei termini.

Alina Parmeggianii

Qui trovate l'odg presentato dalla lista civica Rinnovamento e parte della sentenza della Corte Europea
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