ULTIM'ORA DEMOCRATICA

Il nostro manifesto

CHI SIAMO NOI. (chi sono loro.)

CHI SIAMO NOI.

(chi sono loro.)

Noi abbiamo la responsabilità di amministrare in nome del mandato ricevuto dai cittadini di Pieve sulla base di un programma. Siamo chiamati a farlo in un periodo caratterizzato da una drammatica scarsità di risorse economiche, scarsità impostaci dalla crisi e, permettetecelo, aggravata dalle scelte del Governo; ma questo aspetto non vogliamo qui ribadirlo ulteriormente anche perchè noi tutti lo tocchiamo ogni giorno con mano.

Ciò che importa è che dalla consapevolezza del mandato ricevuto deriva l'azione della nostra amministrazione, azione che si impernia su un dialogo costante con la popolazione, che mira a risolvere, ove possibile, e mediare, ove necessario, i problemi che si presentano, che ha l'obiettivo di programmare gli sviluppi futuri proponendosi di mantenere e migliorare i risultati conseguiti fin qui in termini sociali, educativi, culturali, urbanistici, economici e commerciali.

NOI ci occupiamo di tutto quello che riguarda l’amministrare e dei problemi che riguardano TUTTE le classi sociali.

Sembra invece che i nostri cari e politicamente variegati colleghi caschetti polemizzino solo ed ESCLUSIVAMENTE su due temi: viabilità e scuola. Temi che sono cardine di una buona amministrazione ma che sono solo una parte delle problematiche che chi amministra si trova di fronte (forse su altri temi non hanno professionisti di riferimento a cui fare scrivere gli interventi?).

In più a causa del fritto misto di ideologie, trattano queste problematiche guardando dal buco della serratura, pensando che un paese possa essere amministrato a prescindere dal contesto nazionale, facendo finta di vivere sotto una campana di vetro, dicendo che in fondo è tutto facile.

Durante i Consigli Comunali (GENTE LEGGETE I VERBALI!!!) dimostrano di essere assolutamente impreparati, non sanno usare e non conoscono gli strumenti amministrativi. Per esempio fanno preventivi per appalti pubblici su internet e non hanno idea di che cosa sia un emendamento.

NOI Democratici per Pieve siamo una lista di centro sinistra con al suo interno ALCUNI membri iscritti a partiti di centro sinistra e condividiamo idee e etica, LORO cosa condividono? A parte la voglia sfrenata di essere dove adesso siamo noi pur avendo un atteggiamento verso la politica di grande disprezzo.

Della serie complimenti per i contenuti e per la coerenza.

 

NOI CI OCCUPIAMO DEI GIOVANI.

In sede di Consiglio Comunale c’è stato chiesto cosa vogliamo fare per i giovani:

Noi siamo partiti da loro, dalle loro richieste, perché pensiamo sia necessario ascoltarli e coinvolgerli per attivare delle politiche giovanili veramente efficaci. Entro il 2011, verrà attivato un Tavolo permanente delle politiche giovanili, composto appunto da giovani pievesi.

Inoltre, già dal Settembre scorso è iniziato un percorso partecipato che porterà alla realizzazione del SAG (Spazio di Aggregazione Giovanile) nel Parco Don Celso Venturi. Conosciamo molto bene le realtà associative presenti a Pieve e i giovani che ne sono membri. Ci rendiamo conto del loro valore e per questo li abbiamo voluti coinvolgere nel percorso partecipato del SAG. Sono stati proprio loro i ragazzi a segnalarci questo parco in un primo incontro di Social-mapping svoltosi già nel 2009. Il nostro impegno però va anche verso quei giovani che non fanno parte di alcuna associazione ma hanno desiderio e voglia di partecipare ed è per questo che anch’essi sono stati coinvolti nel percorso partecipato. Il SAG sarà uno spazio aperto e libero per tutti i giovani e per tutte le associazioni giovanili e culturali. . I ragazzi si sono confrontati su questo aspetto durante il percorso fatto fino ad ora e sanno che si tratterà di uno spazio inserito in una comunità più ampia. La partecipazione è stata il filo conduttore del progetto. Questi giovani hanno formato gruppo e stanno dimostrando di avere la voglia e la responsabilità necessarie per la prosecuzione di questo percorso. Abbiamo fiducia in loro e crediamo sia giusto continuare ad investire in questo progetto per loro e per la comunità.

 

RI FOCUS SULLA SCUOLA – ri-riflessioni scolastiche

Partendo dal presupposto che “chi non amministra ” “ ha sempre la possibilità di dire “…si può rimediare a questi disagi…” , ha sempre la possibilità di pensare di poter essere amministratori “….esperti, sensibili e non improvvisati…. ” ( forse potrà essere anche vero), ha sempre la possibilità di dire “… avremmo potuto tirare fuori idee, attivato collaborazioni, progetti …” , vogliamo riportare alcune nostre osservazione in relazione all’articolo sul “Caschetto” intitolato “Riflessioni sulla scuola”.

A) Il POF è uno documento che esprime la proposta formativa dell’istituzione scolastica , elaborato dal Collegio Docenti e adottato dal Consiglio D’Istituto. Non compete al Comune decidere se, quando e per quali attività ricorrere alla partnership di privati, il comune non può entrare nel merito delle scelte della scuola, né, tanto meno imporre, magari può proporre.

Tuttavia già la scuola realizza da tempo, progetti con l’intervento di privati quali la Fondazione Cassa di Risparmio o istituti bancari presenti nel territorio, ( per acquisto strumenti musicali per la scuola secondario di primo grado, ) , i Lions Club per attuazione di concorsi per borse di studio ecc.

Ricordiamoci comunque, solo naturalmente per chi vuole ricordare, che da tempo la Ministra parla di far entrare una componente imprenditoriale all’interno degli organi collegiali, avendo bene in mente lo scopo di far diventare la scuola statale sempre meno pubblica.

B) per quanto riguarda la “ definizione di un POF condiviso con le realtà locali ….” riportiamo quanto segue con la piena consapevolezza che si può fare sempre meglio

Il Piano di Offerta Formativa (P.O.F) del nostro Istituto Comprensivo è improntato su scelte progettuali che privilegiano le seguenti aree:

  • PREVENZIONE DEL DISAGIO SCOLASTICO E SOCIALE
  • ALFABETIZZAZIONE E INTEGRAZIONE
  • PROMOZIONE DEL BENESSERE E DELL’AGIO
  • ORIENTAMENTO

Ogni area comprende progetti mirati e specifici che vengono realizzati attraverso una collaborazione con le realtà locali pubbliche e private come ad esempio:

  • con l’ente locale per lo sviluppo di diversi progetti ( ad esempio CCR, Puliamo il Mondo, risparmio energetico,progetti biblioteca, educazione alimentare, progetto carnevale, dopo scuola, ), per i progetti di sostegno degli alunni disabili, per l’attuazione di concorsi ( Giorno della memoria a Mauthausen), per l’utilizzo della biblioteca, del pulmino , dei musei, della pinacoteca, del teatro ecc
  • con Azienda Sanitaria Locale del distretto Pianura Est , piani di zona per progetto sportello d’ascolto, con l’associazione Lai –MOMO per iniziative di intercultura, con Corpo di Polizia Municipale, con gli altri Istituti Comprensivi dell’ambito 4 per progetti in rete , con il Centro di Formazione Professionale Futura, con la Provincia e Regione
  • con le associazioni sportive locali per un potenziamento di varie attività motorie: rugby, nuoto, pallacanestro, atletica ..; e ancora società carnevalesche, centro sciale , Libera Università, Lions Club ( concorso per borse di studio, progetto di pronto soccorso ), Partecipanza Agraria, Hera, Arpa, Col Diretti, Supermercato Conad, con Istituti Bancari presenti o delle loro Fondazioni ( per sostegno economico), con Fattorie didattiche del territorio, con il Gruppo Scientifico Centese.

 

C) A proposito di … “Utilizzo di risorse umane disponibili nel territorio per coprire ore di co-presenza , ore mensa   “…: occorre far presente che , come è stato riferito già in altre occasioni , qualsiasi persona, non docente, che partecipi alle attività della scuola non può avere la responsabilità degli alunni, che rimane a carico del docente.

E’ importante sottolineare che la co-presenza, tolta appunto con la legge Gelmini, consiste, (anzi consisteva) che insegnanti di classe che conoscono quella classe e quei bambini, lavorino insieme per organizzare ad esempio piccoli gruppi di lavoro, per realizzare interventi individualizzati, per porre maggiore attenzione al singolo alunno ecc. Quindi stante ciò, quali sono le risorse umane disponibili sul territorio per coprire queste ore ?

Inoltre per quanto riguarda il servizio “Assistenza scolastica al pasto”, va evidenziato che a settembre 2010 si è esercitato il contratto in essere con la Cooperativa Dolce per l’assistenza scolastica ed il prescuola - postscuola e la medesima cosa si è fatta con il nuovo appalto per l’assistenza scolastica in essere dal 2 gennaio 2011.

In questo modo si è potuto garantire una continuità educativa ( essendo gli stessi educatori già conosciuti dalla scuola e dai bambini) .

Nulla vieta che persone di Pieve possano iscriversi ad una cooperativa sociale operante sul territorio ed essere dalla stessa impiegati per servizi, ricevendo un corrispettivo per il loro lavoro a norma del contratto collettivo nazionale vigente e con il versamento di regolari contributi previdenziali e pensionistici.

Inoltre la tipologia del servizio , non poteva prevedere l’attivazione di uno o più incarichi in quanto la normativa ( D.L 112/08 – legge 133/08) dice , tra le altre, che ….la prestazione deve essere di natura altamente qualificata..

 

 

 

 

 

 

 

Riteniamo comunque che non può competere al comune tamponare tutti i buchi creati dal Governo, anche perché non è in grado di farlo.  

Pensiamo inoltre che l’aver definito “ palla”… noiosa e fastidiosa…. il fatto di aver parlato “ troppo” dei tagli alla scuola sia alquanto rischioso e preoccupante perché poi ci si dimentica delle cose ingiuste ( almeno per noi) e ci si “adatta “a scapito di chi si arrangia da solo. Parlare “ troppo “ dei tagli non è un alibi per non fare nulla o per non fare ciò che si potrebbe e compete, ma è una realtà che, chi frequenta la scuola pubblica, vede e vive ogni giorno.

Crediamo che il nostro compito sia comunque quello di proporre progetti/attività integrative a favore degli alunni , tentando di supplire a quanto la scuola non riesce più a fare da sola, per mancanza di fondi e personale, tenendo ben presente, sempre, la quadratura del nostro bilancio.

RIVEDIAMO LA SVISTA …..” Tra Tanto e Niente c’è sempre Qualcosa “

Grazie alla “capacità di arrangiarsi dell’amministrazione “ è stato possibile, nonostante la sforbiciata operata dal Governo…realizzare una serie di ricchi appuntamenti ed eventi anche adatti ai bambini:

  • ·         Biciclettate di primavera
  • ·         Attività di pittura durante la giornata dei musei a maggio
  • ·        
  • ·         Iniziative legati all’ambiente e al risparmio energetico
  • ·         Iniziative legate alla pace: concorso per il manifesto più bello, intervento del rappresentante dell’ONU dei popoli
  • ·         Dopo scuola
  • ·         I nonni raccontano in 25 aprile
  • ·         Attività legate alla liuteria
  • ·         Provincia all’opera
  • ·         Tutte le attività in collaborazione con l’associazione “Amici di Siraluna”:teatro, giochi in piazza, ludoteca
  • ·         Tutte le attività legate alla biblioteca: Nati per leggere, Cresco leggendo, Favole al Quadrato
  • ·         Costante coinvolgimento del CCR in ogni nostra iniziativa
  • ·         Visita e mantenimento degli orti (a cura del Centro Anziani) per la scuola primaria
  • ·         Cinema a teatro

 

 

 

 


 

NOI CI OCCUPIAMO DELLA VIABILITà.

Il nostro paese è riconosciuto come uno tra quelli architettonicamente meglio conservati della Provincia di Bologna, con una buona qualità della vita, ed una fervente vita sociale e culturale.

Tutto ciò non viene dal caso, ma è frutto dell'attività dei nostri paesani, e della progettualità, continuità e coerenza politico amministrativa degli ultimi lustri.

Il timone che ci detta la rotta è la volontà di continuare ed innovare questi pregi, restando con i piedi ben piantati per terra. Con tali premesse, come per il Piano del Traffico (PGTU) anche per la mensa scolastica abbiamo voluto consultare i nostri concittadini chiedendo loro un contributo per individuare soluzioni e renderle praticabili , fermo restando il nostro dovere e diritto, in qualità di amministratori, di fare delle scelte che coniughino ciò che vorremmo con ciò che è possibile fare.

Lo spirito che ci ha animato nel dare mandato a degli esperti urbanisti di progettare il Pgtu è stato infatti quello di coniugare le esigenze di tutti i cittadini di Pieve e stabilire delle priorità a partire dai più deboli (bambini, anziani, pedoni e ciclisti). Questo progetto non ha la fantasiosa pretesa di rendere perfetta la circolazione auto ciclo pedonale perché è evidente a tutti che, nel caso delle strade interne al Centro Storico, ciò non è possibile, visto il millenario sviluppo urbanistico del nostro paese: strade nate per la circolazione di pedoni, cavalli, calessi e carretti ora sopportano un traffico sostanzialmente diverso composto da auto, furgoni, suv, moto ecc. ecc.

Come coniugare quindi gli obiettivi del Piano con il contesto reale in cui si trovava ad operare ?

Le strade possibili sono tre; 1) ciclo pedonalizzare tutto il Centro Storico , cosa che secondo noi penalizzerebbe i residenti e le attività commerciali, di servizio e anche sociali, 2) deregolamentare tutto affermando in via di principio che le “auto devono rispettare il pedone e il ciclista”, ispirandosi a modelli nord europei che niente hanno a che fare con il nostro Centro Storico e rischiando così il predominio del più forte sul più debole, ed infine 3) ovvero la nostra scelta: riorganizzare la viabilità esterna al Centro Storico realizzando rotatorie in tutti gli incroci pericolosi e completando la rete di percorsi ciclo pedonali separati, sicuri e protetti. REGOLAMENTARE la circolazione all'interno del Centro Storico utilizzando lo spazio che c'è, individuando criteri e REGOLE, appunto, che, mettano in sicurezza i soggetti deboli: percorsi pedonali in tutte le strade anche dove non ci sono i portici, parcheggi ovunque possibile, doppio senso di marcia ovunque possibile, piste ciclabili SOLO nelle vie a senso unico per consentire ai ciclisti di percorrere la strada in tutti e due i sensi, pavimentazioni differenziate in corrispondenza delle 4 Porte e di tutte le intersezioni per far rallentare la velocità delle auto. .

Inoltre, abbiamo chiesto a questi esperti urbanisti di progettare la valorizzazione delle zone di pregio storico, ambientale ed architettonico che qualificano il nostro Centro Storico e non solo. Chiese, portici, palazzi storici, giardini, vie e piazzette, saranno qualificate, migliorate, all'interno della complessità di questo nuovo strumento urbanistico con cui abbiamo voluto pensare al futuro di Pieve e che sarà caratterizzato da una graduale applicazione nei prossimi anni.

 

RIFORMA GELMINI

L’istruzione può attendere: “sugli organici della scuola elementare incombe un taglio di 8709 cattedre”

Meno insegnanti: meno tempo scolastico e più alunni per classe.

 

Meno insegnanti: riduzione drastica del tempo pieno.

Restano fuori dal tempo pieno 150000 bambini.

 

Proteste a:

 

Milano: saranno almeno 3000 i piccoli fuori dal tempo lungo;

Roma: le famiglie deluse saranno almeno 4000;

Palermo: appena 9 classi in tutto per il tempo pieno.

Firenze, Torino, Bari, Bologna.

 

La scuola che ci sarà a Pieve:

 

Scuola primaria:

le richieste dei genitori espresse al momento dell’iscrizione erano:

1 per le 24 ore

16 per le 27 ore

30 per le 30 ore

27 per le 40 ore.

Sono invece state assegnate una classe prima a 40 ore (il vecchio tempo pieno) e due classi a 27 ore (vecchio modulo), tutte da 25 studenti con un disabile per classe.

A  Pieve, abbiamo dunque 30 famiglie che non saranno accontentate rispetto a quanto richiesto: i loro figli faranno 27 ore settimanali anziché 30.

                                                        

Il tempo mensa non viene considerato nell’organico per le classi a modulo, dunque non viene di fatto prevista la presenza dell’insegnante durante il tempo mensa, chi dovrebbe a questo punto farsi carico di assicurarla?

 

Scuola dell’infanzia

Sussiste il serio problema del completamento dell’orario pomeridiano nell’ottava sezione, che è in attesa di assegnazione di organico, cioè di insegnanti, che visti i tagli sarà difficile che vengano assegnati. E quando non verranno assegnati?

 

Scuole  medie

i tagli sono stati fatti l’anno passato e sussiste l’ovvio problema dell’eccessivo numero di ragazzi per classe (24 nelle prime) con la presenza di alunni disabili.

 

Avremo allora una scuola con  pochi insegnanti e tanti alunni per classe con evidenti ricadute sull’apprendimento.

 

Avremo una scuola che non sarà più in grado di prevedere attività didattiche fondamentali per la crescita e la formazione dei ragazzi come visite a musei e biblioteche, gite scolastiche e tutte le altre di attività di completamento della didattica di base.

Avremo una scuola che in sostanza, rispetto al servizio pubblico si limiterà ad offrire solo una sorta di “servizio base, senza alcuna attenzione a quelle che sono reali e giustificate esigenze dei cittadini: genitori e studenti. Da un punto di vista strettamente didattico, proprio per la drastica riduzione degli insegnanti e dell’elevato numero di studenti per classe, sarà una scuola in grado di offrire una semplice “formazione scolastica di base”, un piccolo “bignami” da completare e rendere competitivo a cura di quei genitori che potranno economicamente sostenere ripetizioni, gite culturali, visite a musei, viaggi ecc.

 

Francesca Sacchetto - Democratici per Pieve 

OPPOSIZIONE?

A quasi un anno dal nostro insediamento le opposizioni si svegliano. Sbottano all’improvviso. Le abbiamo proprio animate e caricate.

Il vero “Rinnovamento” , si mostra come forza  integralista proprio tanto criticata da loro stessi: ognuno difende le sue proprietà, ognuno vuole cancellare il suo vicino, chi è “diverso da me”, “chi mi vuole rubare il lavoro, la casa, la scuola”. Il vero “Rinnovamento” vuole mantenere Pieve piccola, chiusa al mondo esterno. Questi sono i fatti. Questo dimostrano ogni volta in Consiglio Comunale, dove votano sempre contro ogni punto, compresi quelli legati proprio allo sviluppo, all’incremento dello sport, a tutto ciò che riguarda i giovani. A tutto ciò che con l’ideologia non c’entra nulla.  Per non parlare dell’importantissima questione della viabilità. Prima partecipano a riunioni coi commercianti, danno una linea vagliata da tutti poi cambiano idea. Supportano una raccolta firme, fanno loro un’iniziativa popolare nata da cittadini.

Questo è Rinnovamento? Questo è far nascere idee proprie?

Quest’inverno la Lega Nord dai riti pagani, con mascheroni celtici, decide all’improvviso di diventare cattolica integralista. Vuole salvare a tutti i costi il Crocifisso, quale unico simbolo della nostra cultura. Dopo i tanti attacchi fatti alla Chiesa negli anni passati, criticando tutte le cariche ecclesiali e la dottrina, all’improvviso la Lega diventa cattolica. La Lega Pievese non è da meno, e pur non conoscendo neppure una frase del Vangelo comincia la sua Crociata contro quei comunisti che vogliono cancellare ogni crocifisso da tutti gli spazi pubblici. La discussione arriva al Consiglio Comunale, viene presentato un ordine del giorno strano, chiaramente presentato per fare una polemica che con le nostre radici culturali non c’entra proprio niente. Noi proponiamo di avviare una discussione realmente costruttiva sull’argomento dei nostri simboli culturali, con approfondimenti seri, dando la nostra disponibilità a un voto favorevole qualora si fossero cambiati i termini del punto all’ordine del giorno. Rinnovamento risponde di no. Chiaramente non dicendo perché. Davvero non sapeva il motivo della nostra contro-offerta seriamente pensata?

Questo è reale interesse per una comunità?.

Sicuramente vedere una Giunta, un Gruppo di Maggioranza con in media 20 anni in meno di te fa rabbia. Non capisci come mai loro stiano amministrando bene mentre tu sei solo a rincorrerli. Non ti dai pace che la macchina stia funzionando molto bene, anche se le condizioni economiche esterne sono molto difficili e ti limiti a sterili polemiche.

Per la prima volta dopo tanto tempo per il periodo primaverile gli eventi si sono susseguiti con una velocità vista da tutti. Il cartellone degli eventi non è mai stato così ricco come quest’anno. Subito all’attacco di BereXPiacere. Subito “il divieto”, “il togliere”, “il nascondere” che scorre nelle loro vene viene fuori. Non apprezzano un’iniziativa che mira al controllo, alla gestione di un evento che riguarda anche gli aperitivi, un’iniziativa proposta dai baristi che l’amministrazione ha inserito nel programma di cui ha svolto il coordinamento. L’amministrazione sostiene i commercianti sulle proposte operative e non solo sulle polemiche come Rinnovamento. Non si guarda al voler educare all’alcol, a una somministrazione controllata e gestita attraverso tante iniziative:la distribuzione di alcol-test durante l’iniziativa, le iniziative formative svolte per i giovani contro l’abuso di alcol  e droghe in collaborazione con il Sert-Loop, la presenza della Polizia Municipale a queste iniziative. Per loro siamo degli irresponsabili che vogliono la diseducazione della cittadinanza, in particolare dei giovani. Per loro vogliamo vedere gente ubriaca, stare male per le vie di Pieve. Perché poi? Perché vorremmo vedere questi scenari? Proprio un’Amministrazione giovane che vive da vicino questi problemi, che vede propri coetanei morire sulle strade per abuso di alcol, che vede patenti ritirate per guida in stato di ebbrezza? Non siamo dei pazzi. Vogliamo solo dare la possibilità a Pieve di vivere in grande, avere un occhio a un mondo esterno che migliora, che ha una mentalità aperta, che il PROIBIZIONISMO ormai è superato (lo lasciamo ad altri Paesi tra l’altro da loro criticati) ma solo con il dialogo e la partecipazione attiva si cresce e si migliora.

Non con una sterile opposizione perbenista.

Chi ama veramente Pieve di Cento siamo noi.

FILIPPO MATTEUCCI

LA SCUOLA STA FINENDO

Coraggio cari studenti, tra pochi mesi la scuola finisce e potrete finalmente  riposarvi.

Peccato però che  tra un po’ la scuola “ pubblica” rischia veramente di finire… ma per sempre!!

 

Ispirandomi alla puntata di Presa Diretta in Onda su Rai Tre il 14 febbraio 2010, ormai lontana ma facile da ricordare, vorrei condividere con voi o con chi, naturalmente, lo desidera alcune considerazioni e preoccupazioni che riguardano questo argomento.

A tale proposito, navigando su internet, ho ripreso alcuni interessanti commenti.

Lasciando da parte , ma non perché non importante, il dramma dei precari che con la valigia e i passeggini vanno in giro per i vari provveditorati dell’Italia del Nord, ciò che più mi ha colpito è la netta differenza fra la scuola pubblica e quella privata della Regione Lombardia  al cui modello ha fatto riferimento la nostra Ministra  Maria Stella Gelmini : “ occorre esportare il modello Lombardia nel  resto d’Italia”.

Ho letto che la Regione Lombardia offre  un buono ( voucher) alle famiglie senza nemmeno presentare l’Isee , buono tre volte più sostanzioso se si sceglie  il privato da spendere dove esse vogliono. In una intervista nella trasmissione Presa diretta , una mamma ha detto “ si lo so del contributo regionale ma cosa me ne faccio di un contributo di 1000 euro all’anno quando la scuola privata me ne costerebbe 1200 al mese? Forse “l’eccellenza” è garantita solo a chi può permetterselo….. Sinceramente ho guardato con un po’ d’invidia quei genitori che accompagnavano i loro figli in quelle scuole piene di “ tutto il ben di Dio” : laboratori di teatro, di pittura, laboratori  di informatica,  5 o 6 palestre, piscina, campi da calcio , mense ampie  con, addirittura, menù  a scelta ecc.

Ritengo, tuttavia,  giusto che ognuno sia libero di scegliere dove istruire i propri figli per offrire loro, giustamente, il meglio; ma perché a scapito  della scuola dell’obbligo pubblica ?

 

Gli interventi che fino ad oggi il governo ha messo in atto per la scuola , famosa legge Gelmini – Tremonti , danno l’impressione e l’idea che si stia implementando il privato lasciando tutto il resto al pubblico al quale però non vengono dati finanziamenti e sostegno come si è visto nella trasmissione (esempi dell’ Istituto Nautico  e Istituto Agrario di Messina) e come si legge ogni giorno sui quotidiani.

Nelle nostra Regione non abbiamo una realtà importante di scuole dell’obbligo private come nella Regione Lombardia , tuttavia la nostra scuola pubblica dell’obbligo è ammalata e sta “ soffrendo” sia per i sintomi che, a mio parere, già da tempo, manifestava ma mai curati, sia per la grave trascuratezza che lo Stato ha ormai assunto nei suoi confronti.

Non è tagliando i finanziamenti che la malattia si cura e neanche  riducendo  le ore di tempo scuola, non è aumentando il numero dei bambini nella classi ( a scapito anche dei bambini diversamente abili), non è togliendo le ore di compresenza,  non è assegnando pochi soldi alle supplenze e per gli esami di stato: tutto ciò non cura.

Se penso che nessun taglio di fondi è stato operato alla scuola non statale , forse mi viene da pensare che la malattia di cui soffre la scuola pubblica si voglia  ritenere volutamente incurabile e quindi non più degna di attenzione.

Si legge che i contributi pubblici alle scuola private sono passati da 332 milioni di euro del 2001 a 561,2 milioni di euro del 2008.  Nel 2009 c’è stato un ulteriore aumento di 120 milioni. …. e se questi finanziamenti si rapportano al numero dei frequentanti, si capisce quale differenza c’è fra il “costo, il valore” di un bimbo “statale” e un bimbo “privato".

A questo punto il mio pensiero  diventa certezza e forte preoccupazione con il timore che il modello “ Lumbard” venga davvero esportato nel resto d’Italia.

 

Un breve sguardo alla nostra realtà provinciale e comunale

 

All’inizio di quest’anno i Presidenti dei Consigli di Circoli e d’Istituto, che si sono costituiti in un coordinamento ( n. 60 Presidenti delle scuole di Bologna e Provincia), hanno inviato al Ministero della Pubblica Istruzione, ai Dirigenti Scolastici Regionali e Provinciali diverse lettere ( con richiesta d’incontro) dove venivano messe in luce le problematiche nelle quali le nostre scuole si trovano tra cui:

 

·        La grave situazione economica in cui versano tutti gli istituti comprensivi con crediti verso il MIUR ( Ministero Istruzione, Università e Ricerca) dovuti a somme stanziate e mai versate dal Ministero e imputabili soprattutto alla mancata copertura finanziaria da parte dello Stato delle ore di supplenza. Il nostro Istituto Comprensivo di Pieve ed Argile, in occasione dell’approvazione del Programma Annuale 2010, ha rilevato crediti verso il MIUR per un totale di 278.823,86 euro riferibili agli anni 2006-2008-2009. A tale proposito il Consiglio D’istituto riunitosi il 15/2/2010, ha inviato richiesta formale agli organi competenti, affinchè tali somme vengano al più presto accreditate.

 

·        La  grave ripercussione, a causa di tali crediti non riscossi, sul normale funzionamento dell’attività didattica e sulla gestione degli edifici scolastici. In  caso di malattia dell’insegnante ad esempio,  non potendo garantire il pagamento delle supplenze, i bambini e i ragazzi vengono distribuiti in altre classi inficiando così il diritto allo studio previsto dalla Costituzione e  con il rischio di andare contro le condizioni di sicurezza stabilite per legge.

 

·        Altra problematica è l’assenza di un finanziamento per le spese di funzionamento didattico e amministrativo della scuola( es materiale di facile consumo, materiale per la segreteria ecc). Per quanto riguarda il nostro I.C di Pieve ed Argile nel 2009 non sono stati assegnati finanziamenti, per il 2010 invece la cifra per il funzionamento è da “togliere” dal finanziamento generale.

 

·        La mancanza delle ore di compresenza ha reso impossibile, anche per il nostro Istituto Comprensivo, articolare la programmazione didattica sfruttando la ricchezza naturale e storico –culturale del territorio circostante,  mediante le uscite e le visite guidate. Ciò ha impoverendo sensibilmente l’offerta formativa della nostra scuola.

 

Alla luce di quanto sopra riportato, ( anche se altre riflessioni andrebbero fatte ad esempio per la riforma della scuola secondaria), penso sia importante e fondamentale  fare alcune brevi considerazioni.

La scuola non è sempre stata pubblica. Essa è nata privata e riservata ai ricchi. E’ diventata pubblica e statale al termine di un lungo cammino di emancipazione da interessi di ogni tipo: la cultura ha dovuto fare molta strada per sottrarsi a questi interessi e assicurarsi condizioni d’esistenza libera, essenziali per il suo sviluppo. Tale cammino , a mio parere, va salvaguardato.

Come genitori, come amministratori, come cittadini al di là delle appartenenze politiche e sindacali , delle differenze pedagogiche, delle differenze culturali, abbiamo il dovere di difendere la scuola pubblica e pretendere  ed esigere che lo Stato, in quanto appunto “ scuola pubblica”, dedichi “attenzione, dedizione e cura “; abbiamo il dovere di pretendere ed esigere che lo Stato garantisca a tutti e per tutti qualità ed efficienza e dobbiamo  chiedere allo Stato di intervenire su ciò che non funziona ma pretendere anche di non eliminare ciò che davvero funziona.

 

 

Chiara Boresi

Gruppo Democratici per Pieve

LO STEMMA DELLA DISCORDIA - IL VERO PROGETTO
Leggete il perché e il come.
pieve-100227024850-phpapp01.pdf
Adobe Acrobat Dokument [6.8 MB]
Download

- La nuova viabilità: perché e come.

In merito al nuovo tormentone di fine 2009 inizio 2010 che riguarda la nuova viabilità, in particolare quella di via Garibaldi è necessario far chiarezza perché come spesso succede, le voci riportate, il sentito dire portano a far considerazioni sbagliate tacciando come incompetente chi ha promosso e favorito tali cambiamenti.

Subito dopo il nostro insediamento nel Giugno appena trascorso, abbiamo voluto cogliere l’occasione dell’urgente sistemazione delle vie interessate da asfaltatura per dare una maggiore sicurezza al nostro bel paese. Ci siamo mossi secondo una logica di garantire una buona qualità di vita di ciclisti e pedoni (maggiori fruitori del centro storico essendo anziani) contrapponendoci ad un uso indiscriminato dell’auto che spesso ha creato numerosi problemi senza pregiudicare però in maniera seria gli spostamenti e agevolando il più possibile comunque la sosta a clienti e fornitori fruitori degli esercizi commerciali. Abbiamo proceduto riducendo a senso unico due tratti stradali molto stretti che non avrebbero garantito la percorrenza a due sensi di marcia unita a una pista ciclabile e ai parcheggi per le auto (via Gramsci ultimo tratto e via Garibaldi). Tutto ciò in seguito ad approfonditi studi degli Uffici Comunali. In campagna elettorale la viabilità a ciclisti e pedoni era un obiettivo condiviso da molti, soprattutto da chi fomenta le polemiche; noi questo obiettivo lo stiamo raggiungendo. La situazione di partenza in via Garibaldi era quella di un forte flusso di traffico automobilistico soprattutto nelle ore di punta: numerose persone provenienti da Cento e dirette a Bologna per evitare i semafori della Circonvallazione attraversavano in maniera indiscriminata il centro per uscirne dopo poco tempo. Da qui parte l’idea di rendere via Garibaldi a senso unico in uscita dal centro storico anche in considerazione del fatto del rapporto paritario di entrate e uscite nelle quattro porte. Dopo poco tempo un numero considerevole di commercianti ha formalizzato una richiesta di ridefinizione della viabilità di via Garibaldi ritenendo peggiorativo il “blocco” in entrata di potenziali clienti provenienti dal ferrarese. Inoltre l'asse via XXV aprile-via Taddia, in parte a doppio senso di circolazione, si è visto scaricare un pesantissimo flusso veicolare, in assenza di adeguate soluzioni di messa in sicurezza dei ciclisti, con conseguenti sollecitazioni di protesta da parte di molti residenti. Detto questo, comprendiamo l'irritazione di quanti devono cambiare in parte il modo di percorrere le vie del centro. Siamo tuttavia fermamente convinti che un centro più ordinato e vivibile sia il presupposto per un suo rilancio, al quale l’amministrazione sta lavorando incessantemente. Quando un piccolo sforzo da parte di ciascuno è in grado di creare un beneficio per tutti, allora ne vale sempre la pena. Inoltre entro la fine del 2010 verrà formalizzato un piano della viabilità complessivo che tenterà di risolvere alcuni nodi irrisolti del centro storico ma tenterà anche di definire tutte quelle situazioni, anche e soprattutto esterne al centro storico che necessitano di interventi per la messa in sicurezza.  Quello che ancora manca in maniera seria è la cultura del rispetto. Parcheggiare sulle strisce pedonali, sulle piste ciclabili, sui divieti denota una mancanza di attenzione verso le esigenze della comunità. Verso le esigenze di tutti noi che siamo la comunità. Mancanza di rispetto visibile anche negli atteggiamenti di chi critica senza sapere come stanno realmente le cose, senza sapere che chi magari critica con lui conosce benissimo l’iter inattaccabile della vicenda.

 

Democratici per Pieve

- Ecco qui il link del Comune di Pieve di Cento dove potere trovare in PDF la presentazione del bilancio di previsione 2010

- Il Crocifisso e La Corte Europea

Nell'ultima seduta del consiglio comunale, svoltosi in data 22/12/2009, il gruppo Democratici per Pieve ha votato contro, con una sola astensione, all'ordine del giorno  presentato dal gruppo di minoranza Rinnovamento per Pieve relativo all'esposizione dei crocifissi nelle aule scolastiche.

 Poiché tanto la vicenda da cui è originato l'odg  quanto l'esito della votazione in consiglio comunale si prestano facilmente a strumentalizzazioni di tipo politico è opportuno fare un po' di chiarezza per sgombrare il campo da tutte le possibili illazioni.

L'ordine del giorno  presentato dal gruppo Rinnovamento e non modificabile in nessuna delle sue parti per espressa e chiaramente ribadita volontà dalla capogruppo Stefania Ferioli titolava:

“Odg inerente la sentenza della Corte Europea dei Diritti di divieto di esposizione del crocefisso nelle aule scolastiche” riferendosi al noto fatto di cronaca del novembre scorso.

 Nel testo si ribadiva il concetto di “divieto di esposizione“ , di sentenza tesa a “cancellare il simbolo più significativo...” e si chiedeva al consiglio comunale di appoggiare “in modo incondizionato” il governo italiano nel ricorso contro questa decisione.

 Aldilà di quelle che possono essere le personali opinioni dei consiglieri del gruppo riguardo la sentenza in questione (su cui non ci siamo espressi) e delle posizioni dei singoli rispetto ai temi di discussione che questa sentenza ha visto nascere intorno a sé(discussioni che non ci sono state), ci preme precisare che la sentenza cui Rinnovamento fa riferimento non vieta l'esposizione del crocifisso nelle aule scolastiche e a guardarci bene... non vieta alcunché.

 Basterebbe leggerne il testo integrale e non fermarsi al clamore suscitato e a quanto riportato in maniera piuttosto superficiale da giornali e televisione.

 Da qui l'inopportunità di un tale ordine del giorno: non si può votare a favore di un odg che si riferisce ad una sentenza che, di fatto, non esiste.  Non solo, l'organo che l'ha emessa  non ha alcun potere impositivo nei confronti del governo italiano. Questo tanto per chiarire che nessuno domani toglierà il crocifisso dalle aule delle scuole dei nostri figli.

 Infatti...

La Corte Europea dei Diritti dell'Uomo con la sua sentenza spiega che il crocifisso è un simbolo religioso e come tale, nelle scuole dello Stato rappresentano una forma di maggiore vicinanza dello Stato a quella religione piuttosto che ad un'altra.

Questo in violazione di quanto espresso dalla Convenzione per i Diritti firmata anche dall'Italia nel 1950 in cui tra l'altro si stabilisce il principio di equidistanza dello Stato da tutte le religioni.

Nella sentenza si fa anche notare come certe tesi, se accettate, svuotino il crocifisso del suo giusto valore religioso banalizzandolo e riducendolo a simbolo “neutrale e laico”.

La sentenza, infine, constatata la violazione di quanto espresso dalla Convenzione per i diritti stabilisce che il governo italiano versi un risarcimento, per danno morale, alla cittadina (italiana) che ha presentato l'istanza alla Corte.

 Nessun divieto quindi; un invito alla riflessione piuttosto.

E alla lettura, anche, per non lasciarci sviare seguendo fonti non pienamente attendibili e per cercare sempre di capire i fatti partendo da documenti certi, come la sentenza stessa per intenderci.

 Questa discussione è mancata, purtroppo, perché sarebbe stato interessante confrontarci sul tema ed eventualmente produrre un ordine del giorno maggiormente condiviso relativo alla questione.Ma l'odg presentato non era modificabile per espresso volere di chi l'ha proposto e pertanto la maggioranza del nostro gruppo ha deciso di rifiutare un testo redatto in quei termini.

Alina Parmeggianii

Qui trovate l'odg presentato dalla lista civica Rinnovamento e parte della sentenza della Corte Europea
FONTI.doc
Microsoft Word Dokument [33.5 KB]
Download